Si racconta che la popolazione di questo baluardo avesse resistito ben 7 anni all’assedio posto dai romani nel II secolo a.C., fatto che sta all’origine della Festa das Cruzes, che il villaggio commemora tutti gli anni, il 3 maggio.
Nel XII secolo, D. Afonso Henriques fece dono dell’insediamento, conquistato ai mori, all’Ordine Templare e il suo maestro in Portogallo, Gualdim Pais, ordinò di costruirvi un castello. Il villaggio offre paesaggi tra i più interessanti che si possono incontrare in Portogallo: l’agglomerato andò sviluppandosi sulle pendici della vetta, utilizzando i grossi massi di granito come pareti delle abitazioni, e, in alcuni casi, un unico blocco di pietra forma il tetto, ragion per cui qui si dice che le case hanno tutte “un unico tetto”.
Alcuni piccoli palazzi ornati di blasoni, portali manuelini, la casa dove visse ed esercitò il medico e scrittore Fernando Namora, che da qui trasse ispirazione per il suo romanzo “Stralci di vita di un medico” aumentano l’interesse di una passeggiata per queste stradine ripide. In mezzo ai caseggiati, risalta la Torre de Lucano (XIV secolo) sulla cui cima si trova un gallo d’argento, trofeo attribuito a Monsanto in un concorso realizzato nel 1938, sulla valutazione del villaggio più portoghese del Portogallo.
La faticosa salita fino al castello è ricompensata da uno dei più spettacolari belvedere della regione.In questo baluardo di guerra, erano sepolti nella roccia scavata i valorosi cavalieri dei tempi della riconquista cristiana.