I resti di una vasca che in altre epoche fu una piscina, terme dove già si separavano zone di acqua calda, tiepida o fredda, aree frondose destinate a giardini – le rovine di S. Cucufate sono testimonianza della ricchezza di una "villa" (centro di riferimento di un’area agricola) romana.
L’edificio principale, affiancato da due torrioni, mostra un ottimo stato di conservazione, forse spiegata dall’occupazione del luogo lungo i secoli, anche dopo la caduta dell’Impero romano, nel secolo V. In seguito, nell’Alto Medioevo, fu qui fondato un monastero dedicato a S. Cucufate, da cui il nome della località.
Sebbene le prime costruzioni risalgano al secolo I, queste rovine sono un’eredità del IV secolo, quando grandi lavori, sulla base di un modello architettonico a due piani non molto diffuso, resero la “villa” ancora più grandiosa.
Camminate per le sale a volta del pianterreno, un tempo riempite con i prodotti, frutto del lavoro della terra, e immaginatevi la residenza signorile del piano superiore. Salite per una scala moderna, che ha sostituito gli antichi gradini, e godetevi la prospettiva che i romani avevano dal loro terrazzo, orgogliosi della loro immensa proprietà in terra di Alentejo.