Il comandante dell’armata che giunse alle Terras de Vera Cruz, che oggi conosciamo come Brasile, visse per molti anni a Santarém. Proprio a lato della chiesa della Graça, dove si trova la sua tomba, visitate l’antica residenza, oggi trasformata in uno spazio culturale luso-brasiliano che rende giustizia alla sua memoria: la Casa Brasil.
Santarém inglobò le terre dell’Ordine di Cristo, che sostenne finanziariamente le scoperte. Per questo, la città si sviluppò molto in quest’epoca e si arricchì di monumenti. Situata su di un altopiano, da dove si ammira la fertile pianura del Tejo, è molto conosciuta attualmente per la sua agricoltura, per l’allevamento del bestiame e per l’arte della tauromachia.
Cominciate la visita della città al belvedere delle Portas do Sol, poi immergetevi in un autentico viaggio attraverso l’evoluzione dello stile gotico, più austero e semplice nel convento di Santa Clara, manuelino nella chiesa di Santa Maria de Marvila e fiammeggiante nella chiesa della Graça.
Nella Torre do Relógio, del secolo XIV, fate caso alle “zucche” che si trovano in alto: scoprirete che, quando venne costruita, la trovarono tanto inelegante da eleggerla a simbolo della stupidità dei suoi progettisti. In realtà, l’obiettivo era quello di aiutare la propagazione del suono delle campane che segnavano le ore, ovviamente. Oggi ospita un museo dedicato al tempo che vale la pena visitare.