Essendo il Tejo l’anima della regione, i pesci di fiume ne invadono la cucina, come le anguille, che si mangiano fritte o stufate, le alose impanate in primavera (quando il pesce depone le uova ed è più saporito), o ancora la lampreda, che i pescatori considerano divina.
Zona di acquitrini, dove i contadini portano il bestiame selvaggio a pascolare, il brasato di carni selvatiche è frequente a tavola, come anche la “sopa da pedra”, che qui nacque, diffondendosi poi in tutto il paese. Anche le “migas ribatejanas” sono speciali, con il loro delizioso misto di pane e verdure.
Nei dolciumi sono notevoli gli “arrepiados” e i “celestes” di Santarém, i “queijinhos do céu” di Montalvo, i fagotti all’uovo di Chamusca e ancora le “tigeladas” e la “palha” di Abrantes, tutti a base di uova e zucchero.
E’ chiaro che per ognuna di queste prelibatezze esista il vino giusto per "innaffiare" il pasto, e vale la pena percorrere la Rota do Vinho del Ribatejo per conoscere la sua ricchezza vinicola e paesaggistica. Ad Almeirim, Cartaxo, Santarém, Chamusca e Coruche si trovano i principali produttori di vino, tutti di grande qualità.
A Santarém, la Feira Nacional dell’Agricultura, a giugno (con spettacoli legati all’arte torera locale) e il Festival de Gastronomia, a ottobre/novembre, sono ottime occasioni per familiarizzare con la gastronomia e i vini del Ribatejo.