Tomar e le scoperte
Foto: António Sacchetti
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Tomar e le scoperte
Luogo: Tomar
Foto: John Copland

Gioiello senza pari nella storia occidentale, il castello dei Templari e il convento dei Cavalieri dell’Ordine di Cristo raccontano di un capitolo eroico della storia portoghese: lo sforzo della riconquista della penisola contro i mori e l’espansione portoghese via mare.

Per queste ragioni, nel 1983, l’UNESCO dichiarò Patrimonio dell’Umanità questo ammirevole complesso che riflette vari periodi artistici e storici dell’occidente.

Tutto ebbe origine quando D. Afonso Henriques, primo re portoghese, donò le terre nei dintorni di Tomar all’Ordine del Tempio, come ricompensa per il suo aiuto nella conquista del territorio ai mori. Si racconta che, all’arrivo in questo luogo, Gualdim Pais, maestro dell’Ordine in Portogallo, sapesse di trovarsi sul parallelo equidistante dalle frontiere nord e sud del futuro territorio portoghese e che lì si inscrivesse anche l’angolo retto che univa la Terra al segno templare nei cieli: la costellazione dei Gemelli.

Correva l’anno 1160, quando il maestro diede inizio alla costruzione del castello e ordinò di popolare la regione: nasceva così la città di Tomar. Il castello si collega alla rotonda dei Templari, chiesa a pianta ottagonale, gioiello dell’architettura sacra, costruita secondo il modello del tempio edificato dall’imperatore Costantino sopra al Santo Sepolcro, a Gerusalemme.

Con l’estinzione dell’Ordine del Tempio nel 1314, per mano di Filippo il Bello, re di Francia, i Templari continuarono in Portogallo la loro missione per volontà del re D.
Dinis che, con l’approvazione della Santa Sede, fondò nel 1319 la Milizia dei Cavalieri di Cristo, che acquisì i beni e i privilegi dell’ordine estinto, mentre le braccia ricurve della croce templare furono trasformate in linee rette, e fu con essa, dipinta sulle vele delle caravelle, che i Cavalieri di Cristo trovarono posto a fianco dell’Infante D. Henrique nello slancio portoghese delle scoperte marittime dei secoli XV e XVI, portando in tutto il mondo la croce dell’Ordine di Cristo.

D. Manuel allargò allora, simbolicamente, il monumento verso occidente, facendone il culmine del linguaggio architettonico dell’epoca delle scoperte, come nella famosa Janela do Capitulo, opera eloquente che, dalle radici della terra, si eleva verso il cielo, tutta tesa alla celebrazione delle scoperte sotto il segno della croce dell’Ordine di Cristo. Come se il sentimento universale della missione esploratrice dei portoghesi trovasse qui un suo più alto significato, fondendosi con la tradizionale missione cavalleresca di scoperta del Graal.

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