Non appena entrati nell’immensa navata della chiesa, la maggiore costruita in Portogallo durante il MedioEvo, vi sentirete avvolti dalla sensazione di spiritualità che emana dalla nuda pietra, tipica del gotico primitivo.
Uno di fronte all’altro, nel transetto, ritrovano le due più belle tombe medievali del Portogallo: sul lato destro quella di Inês de Castro, sul lato sinistro quella di D. Pedro I. Fu il re che ordinò di collocarle in questo modo, perché, nel giorno della resurrezione dei corpi, potesse avere di fronte la moglie che tanto aveva amato e che tanto crudelmente era stata assassinata. Nelle delicate sculture che decorano la tomba di Pedro, potete provare a leggere la rappresentazione di questa tragica passione.
L’organizzazione dello spazio del monastero segue le norme imposte dall’ordine cistercense, nato in Francia.
Passate per i locali austeri dove i monaci vissero per quasi 800 anni: il refettorio, il dormitorio, la Sala do Capítulo, i chiostri e la monumentale cucina dove venivano cucinati i pesci del fiume. Negli azulejos che ricoprono le pareti della Sala dos Reis, leggete la storia della fondazione del Monastero, nel 1153. Bisogna infatti sapere che il primo re portoghese, D. Afonso Henriques, promise di donare a S. Bernardo le terre di Alcobaça se fosse riuscito a strappare la città di Santarém ai mori. E i monaci dalle tuniche bianche lì si stabilirono, creando sulle loro terre una scuola di agricoltura che ancora oggi si rivela nei frutti saporiti di questa terra.